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Incontri Di Gusto #2 – Parlami Di Tè

“La ricerca di perfezione nella realizzazione di un piatto, nell’immortalare un momento in uno scatto, nelle nostre passioni così come nella vita, è una delle caratteristiche che da sempre accomuna me e Giulia, che ci spinge a reinventarci continuamente e a raggiungerci anche dall’altra parte d’Italia per dar vita alle nostre idee. È così che ha preso forma Incontri di Gusto, la nostra rubrica enogastronomica pronta a mostrarvi da un peculiarissimo punto di vista, quello delle nostre parole e delle nostre foto, idee, convinzioni, luoghi di culto, creazioni in tutti i loro eccetera visivi e gustativi.
Quando qualcosa è davvero importante merita il viaggio.
E noi speriamo di farvi viaggiare insieme alle nostre passioni.”

G&G

 

“Il tè delle cinque è uno dei momenti più magici che io possa creare per ricevere. Lo considero un vero e proprio culto, nella gestualità del rito c’è qualcosa che mi affascina ogni volta…”

Sembrava un rito superato, ma in realtà si è dimostrato essere di grande tendenza negli ultimi tempi. Offrire una tazza di tè a chi viene a farci visita è un gesto tipicamente “British”.
In fondo, un filo indissolubile collega il tè all’Inghilterra, anche se in realtà la bevanda più antica del mondo arriva da molto più lontano.
Era la fine del XVII secolo quando i mercanti portoghesi e olandesi lo hanno trasportato in Europa dall’estremo Oriente, quando raggiunse la capitale inglese con il matrimonio di Carlo II e la principessa portoghese Caterina di Braganza.

Ma il rito del tè pomeridiano delle cinque così come lo conosciamo oggi si deve alla duchessa di Bedford, dama di compagnia della regina Vittoria, che per sopperire alla sensazione di languore tra il pranzo e la cena decise di farsene servire una tazza con tanto di pane morbido e fetta di torta ogni pomeriggio. Da evento privato per nobili e aristocratici si trasformò presto in un’abitudine collettiva, per la quale le signore si preparavano con cura, indossando abiti eleganti, cappelli sfarzosi e lunghi guanti, immancabili, in una gestualità teatrale tra nobildonne e buone maniere, per accompagnare delicatamente alla bocca i mignon da degustazione.
Tutt’oggi t-shirt e jeans non sono contemplati, perlomeno da me.

 

Intorno ad esso un fervore di preparativi, un ampio sfoggio di servizi, pizzi e tovagliato. E poi ancora l’argenteria e la porcellana, che la padrona di casa sceglieva con attenzione in base all’occasione.

A Parigi, nelle grandi sale da tè gourmand, come Mariage Frêres e Maison Ladureé, spopolavano éclairs, friandises e macarons.

Ma si sa, Londra dettava tendenza con le sue alzatine ricche di scones, sandwich e Victoria Sponge al Dukes, al Claridge e al Ritz.

A me piace prepararlo per gli amici, con un gran cabaret di sfizi, torte e pasticcini, una varietà di blend e filtri per i gusti più disparati, da far invidia anche ai più grandi appassionati.
Perché ormai lo sanno tutti “Da Giulia si va per l’ora del tè”.

E mi piace prepararlo da sola, al calar delle luci, per quella filosofia di lentezza, quiete e meditazione che da sempre accompagna una buona tazza di tè, in particolar modo la mia, mentre sono intenta a scrivere o a leggere un libro.

Che fuori ci siano cinque o trenta gradi, non fa alcuna differenza.

Scegliere la giusta tipologia di tè per ogni occasione non è mai cosa semplice, se si tiene in considerazione che da una semplice foglia possono nascere varietà differenti in base al territorio di coltivazione e al tipo di lavorazione, a cui poi vengono aggiunti in dosi diverse fiori, agrumi, spezie e frutta.

Per quanto concerne la mia scelta di blend di tè, mi affido a chi, da sempre, osserva il mondo in chiave estetica, con un connubio di grazia, raffinatezza ed eleganza: i Francesi.
La loro arte, perché tale è da definirsi, ha portato alla realizzazione di blend sublimi e ricercatissimi, apprezzati dai più grandi amatori per i loro sensazionali bouquet.
Per questo articolo ho selezionato una ristretta varietà di tè dalla mia collezione, tra i miei preferiti, serviti in uno dei miei tanti tè conviviali.

VERT PROVENCE

Un tè verde di Provenza, dolce, fruttato, avvolgente, con sentori di mirtilli rossi, frutta tropicale e un delicato finale floreale dato da petali di rosa e lavanda. Perfetto per i freddi pomeriggi invernali in abbinamento ad una morbida fetta di torta alle mele o alle pere.

BLACK TEA ROSE

Questa miscela è perfetta per chi ama le note floreali. Un pizzico di olio essenziale alla rosa bulgara e una manciata di petali di fiori vengono aggiunti al tè nero per creare effetti visivi e sfumature sottili. È il classico tè da pomeriggio.

JASMIN MANDARIN

Un tè verde dalla Cina, delicatissimo e regale con dolci fiori di gelsomino, offre un bellissimo equilibrio tra il tè verde corposo e la fragranza dolce e delicata del fiore bianco. Ideale da bere in abbinamento a dolci Orientali.

 NUIT À VERSAILLES

Il gusto inconfondibile del bergamotto insieme agli odori e ai sapori di kiwi, pesca gialla, fiori d’arancio e fiori viola, coltivati con cura dal XVII sec. nei giardini di Versailles, sono associati ad un tè verde per offrirci una miscela altamente profumata, dove il tutto si mescola in un’infusione reale.

Come servirlo?
Il tè va servito in salotto su un tavolino basso o su un tavolo da pranzo vero e proprio, se l’occasione è formale. Al momento dell’arrivo degli ospiti tutto dovrà essere pronto su un carrello (bollitore per l’acqua sempre a portata di mano) e sul tavolino: teiera, tè di qualità, tazze di porcellana o bicchierini in vetro all’orientale, piattini, mignon e qualche sandwich all’inglese sulle alzatine, con la padrona di casa pronta a riempire le tazze e a porgerle agli ospiti. Ricordatevi che la temperatura dell’acqua è fondamentale per la riuscita di un buon tè. Un tè verde richiede una temperatura che va dai 70 agli 85 gradi, un tè nero invece una temperatura di circa 95/100 gradi.

Ritengo che la cura nei dettagli, la ricercatezza e la sobrietà, siano le qualità migliori per affrontare la preparazione di un tè delle cinque d’eccellenza, che possa definirsi elegante e raffinato.
E ricordatevi,
l’eccellenza non è snob, per quanto London approved.

 

Un grazie speciale va a Sabrina Digiovanni, Antonella Emanuela Gobbi, Nadia Monopoli che ci hanno deliziate con la loro compagnia durante la nostra ora del tè.

Ci vediamo al prossimo Incontro Di Gusto.

G&G

* I tè utilizzati e citati nell’articolo sono Damman Frères e Mariage Frères

 

 

Una Risposta

  1. Luigia
    | Rispondi

    Meraviglioso cerimoniale, irrinunciabile, dal profumo d’antan…

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